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Strega Anna

postheadericon Ho attraversato il fuoco

Il Fire Walking è un’esperienza intorno alla quale giravo da molti anni. Il fuoco è sempre stato in tutte le civiltà, da millenni, l’alfa e l’omega di ogni cosa. Dai riti iniziatici,  alle cerimonie propiziatorie e al rito finale, quando il corpo veniva bruciato sulle pire e consegnato al fiume.

Ogni strega che si rispetti dovrà, prima o poi, cimentarsi con il fuoco. Anticamente ne sono state bruciate molte sui roghi, accusate di stregoneria. In realtà erano donne che avevano imparato i segreti della natura e con quei segreti curavano, assistevano, guarivano. Così facendo toglievano però potenza agli uomini che volevano essere i soli a gestire il potere e per liberarsene, gli stessi uomini le bruciavano con l’accusa di stregoneria.

 

Ai tempi nostri non c’è bisogno di essere bruciate sul rogo ma c’è invece il bisogno di passare attraverso il fuoco della conoscenza, del  percorso interiore, il fuoco catartico che tutto trasforma attraverso le ceneri. C’è una bellissima frase che afferma “Tutto ciò che dà  luce dovrà prima o poi bruciare”.

Se non c’è il fuoco della passione in quello che facciamo, nei nostri sogni, in quello che organizziamo e prepariamo per il nostro futuro, non si realizzerà niente.

Ai tempi nostri non c’è bisogno di essere bruciate sul rogo ma c’è invece il bisogno di passare attraverso il fuoco della conoscenza, del  percorso interiore, il fuoco catartico che tutto trasforma attraverso le ceneri. C’è una bellissima frase che afferma “Tutto ciò che dà  luce dovrà prima o poi bruciare”.

Ce lo insegna l’acrostico I.N.R.I. inciso sulla croce di chi, attraverso il fuoco della sacrificio è davvero passato, sostanziando il principio alchemico

Igne Natura Renovatur Integra

‘Tutto si rinnova e si integra attraverso il fuoco’, e che altro non è che il fuoco della conoscenza di sé stessi.

Camminare sul fuoco, con tutta la preparazione individuale e di gruppo che c’è prima dell’atto finale, significa compiere un cammino all’interno di sé, una possibilità che ci diamo per esplorare i nostri limiti, un modo per verificare le nostre possibilità.

I limiti sono mentali e quotidianamente la mente ce ne pone davanti di limitanti e addirittura invalidanti ma, se si decide di fare quest’esperienza che ci porta ‘oltre’, ci rendiamo conto che niente ci è più precluso.

Sarà, allora, la nostra rinascita ad un’altra vita più ricca perché consapevole di chi siamo e di cosa veramente vogliamo, realizzando così di avere gli strumenti per poter compiere davvero l’IO SONO.

 

Il modo di dire: Rinascere dalle proprie ceneri come la Fenice.

L’araba Fenice è un animale mitologico che, si narra, viveva fino 500 anni e anche più. Quando arrivava il momento della sua morte, la Fenice si ritirava in un luogo appartato e intrecciava un nido con ramoscelli di sandalo, legno di cedro, cannella, mirra, mirto, incenso. Si nascondeva dentro questo nido, in genere costruito sulle cime di una quercia o di una palma e lasciava che i raggi del sole l’incendiasse; mentre bruciava tra le fiamme cantava una melodia di struggente bellezza. La sua tomba era contemporaneamente il suo nido, dalle ceneri infatti si formava un uovo che in tre giorni davano vita ad una nuova Fenice.

La Fenice nell’antico Egitto era associata al dio del sole Ra e venerata come animale sacro portatore di prosperità e gioia. Rappresentato come uccello dalle piume colorate ricorda molto l’airone; successivamente viene invece riprodotto con piume rosse e roventi, per l’associazione al fuoco nel quale perisce.

Cosa dobbiamo imparare simbolicamente dalla Fenice? A rinascere sempre dai nostri errori, dalle nostre esperienze. Nulla di quello che viviamo è mai inutile, tutto ciò che sperimentiamo, anche con sofferenza, farà di noi persone migliori, più sagge, consapevoli della nuova strada che si apre davanti a noi dopo ogni fine.

 

 


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    postheadericon S.O.S. Streghe cercasi

    Si cercano giovani Streghe e anche meno giovani per fare di questo sito un sito ricco e funzionante.

    Chi ha cose da dire, ovviamente magiche e ovviamente in linea con quanto scritto dalla Prima Bacchetta Strega Anna, le invii alla email oak_955@yahoo.it con suggerimenti, proposte e rubriche utili alla crescita. Potete fare riferimento alle categorie esistenti, le Streghe titolari sono tutte vittime del ‘colpo della strega’.

    Aspetto proposte

    Una carezza dalla mia bacchetta

    Strega Anna


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      postheadericon La bacchetta magica

      L’importanza della bacchetta.

      Perché la bacchetta? Ogni Strega o Apprendista  deve avere la sua bacchetta magica.

      Per costruirla basta andare in un parco o dove ci sono alberi in quantità e trovare, a terra, un ramo abbastanza lungo, almeno 60-70 cm perché poi andrà lavorata, naturalmente dovrà avere una parte più grossa e una più sottile. Poi, facendosi aiutare da chi è pratico, il ramo adatto andrà scortecciato e la punta andrà assottigliata. Una volta ripulita andrà arricchita, abbellita secondo i propri gusti; la punta potrà essere ricoperta da una punta di metallo o legata con un cristallo, e il manico potrà essere ricoperto di pelle, di nastrini o altro.

      La bacchetta prenderà la personalità dell’Apprendista o Strega cui appartiene. L’importante è che venga poi inizializzata dato che sarà stata toccata da mani diverse;  apparterrà poi esclusivamente alla proprietaria che la terrà accuratamente avvolta in scialli di seta o cotone, secondo gusti. La mia, che ha un nome segreto, ha una punta di metallo di’pinto di verde, il manico è avvolto da sottili fili di metallo e all’estremità ha un coperchietto con infilati dentro dei nastrini.

      La tengo avvolta in uno vecchio scialle di seta verde ed è ben riposta nell’armadio.  Ogni tanto la tiro fuori e le faccio passare una notte sotto la luna piena, la tengo in mano, medito con lei accanto e quando a volte voglio un consiglio dormo con lei sul comodino e non mi delude mai, inviandomi sogni chiarificatori. E’ facile capire che, essendo un oggetto di legno, per cui naturale, la nostra bacchetta è carica della nostra energia, perciò è in risonanza con noi, come ogni oggetto caro a cui teniamo particolarmente


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        postheadericon Apprendistato al Volo..

        Quando giovani streghe imparano a volare!

        ….sin dai tempi antichi le donne sono sempre state vessate, perseguitate, compresse. Dai padri e dai fratelli prima e  poi dai mariti, dai compagni di vita e in qualche caso anche dai figli.

        Le donne percepite come più pericolose sono le giovani donne, dai 15 ai 25 anni, cioè quando sono al massimo dell’espressività selvaggia e incontenibile.

        Le giovani donne durante questo decennio sono ingovernabili in quanto all’apice della loro fertilità corporea, mentale, ormonale, animica.

        La donna rappresenta per l’uomo il confronto con l’Anima, la parte oscura con la quale prima o poi bisogna confrontarsi; avere il coraggio di scendere nello Stige per affrontare la propria parte di Ombra. Questa è una caratteristica del femminile numinoso, il confronto con tutto ciò che è assoluto, magico ed estremo che non accetta e non concede le vie brevi. Morire per rinascere come vogliono tutte le tradizioni. In questo percorso pensiamo a cosa riesce a fare una donna  con una goccia di sperma che il maschio lancia lontano; lo raccoglie nel suo grembo e lo trasforma nel miracolo di una nuova vita.

        La capacità trasformatrice della donna ha sempre spaventato gli uomini come la sua sensibilità percettiva che le permette di vedere ‘oltre’. Da sempre la donna è stata definita ‘l’angelo del focolare’ e in questa definizione c’è la capacità della trasformazione.

        Dall’acronimo INRI  Ignis Natura Renovatur Integra = la Natura si Integra e  Rinnova attraverso il Fuoco.


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